Lettera aperta in occasione della tradizionale festa

Auguri, caro papà

A volte mentre guardi la partita insieme a me, mi volto è ti noto addormentato, sei li che mi cammini intorno tra il sonno e la realtà, ti sveglio e ti dico guarda che vinciamo noi…

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Articolo pubblicato il 19-03-2014 alle ore 00:00:00.
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Alberto Scicolone

Caro papà, a volte mentre guardi la partita insieme a me, mi volto è ti noto addormentato, sei li che mi cammini intorno tra il sonno e la realtà, ti sveglio e ti dico guarda che vinciamo noi…

Ti sveglio papà, ti faccio ridere, voglio sentirti vivo e vicino a me. Caro papà non mi sono mai chiesto se sono il figlio che avresti voluto perché so che tu non avresti voluto altro che quel che sono, che come ogni papà dal cuore grande abbracci anche l’ultimo dei sopravvissuti all’ipocrisia umana sapendo che i suoi stracci sono i vestiti della tua festa, della sua vita.

Caro papà non mi sono mai domandato se tutto quello che faccio ti rende orgoglioso di me perché so che tu mi sceglieresti tra mille premi nobel, tra mille artisti di fama…sceglieresti me che ancora ti chiedo di aiutarmi nelle piccole cose, me, che ancora a 41 anni arrivo la sera a casa e con te e la mamma commento i telegiornali mentre insieme ci perdiamo come naufraghi nelle avventure di qualche serie televisiva.

Caro papà alla mia età sono tutto il contrario di quello che eri e sei te. Ho la fortuna di essere ancora figlio e se proprio la devo dire tutta non vorrei trovare nessun altro la sera se non te e la mamma.

Come posso immaginare di non rivederti, di non gioire con te a un gol della Fiorentina, di non vederti ridere quando arrivo con i miei articoli e quelle foto da scapestrato con gli agnellini in braccio; come posso immaginare che quando per l’ennesima volta scopriro’ che la vita è un insieme di solitudini non ci sarai te a esserci semplicemente e discretamente nella mia vita come un gatto che sa accarezzare l’anima mentre il cuore brucia di dolore.

Auguri papà a te ed a tutti i papà del mondo, auguri a chi ha la fortuna di poterti ancora vivere ed a chi ha un dolce ricordo nel cuore.

Caro papà, a me non importa cosa dice il mondo…l’ultima volta che ha piovuto mi hai chiesto con la voce se volevo tu mi accompagnassi in ufficio….l’ultima volta che ho pianto mi hai chiesto con il tuo silenzioso starmi accanto se volevo farmi ancora accompagnare da te nella vita; ho detto sì, caro papà ed io finchè potrò farò altrettanto perché dopo tutto abbiamo ancora tante partite da guardare , magari socchiudendo gli occhi e risvegliandoci vincenti o battuti ma comunque insieme.

 Alberto Scicolone

Tags: Alberto Scicolone, Voci di senza voce, festa del papà

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