Attentato di Nizza: "Mamma era a 200 metri, all'improvviso ha visto la gente scappare disperata"

Nicole, studentessa di Gattinara, racconta i difficili momenti vissuti in attesa di notizie dalla madre

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Articolo pubblicato il 16-07-2016 alle ore 17:15:59.
La promenade des Anglais a Nizza
La promenade des Anglais a Nizza

Giovedì sera era ormai tardi quando il telefono di Nicole ha squillato. Dall'altro capo della cornetta suo padre, finalmente con la buona notizia: "Ho sentito la mamma. Sta bene".

Nicole, di Gattinara, 23 anni e laureanda in ingegneria biomedica al politecnico di Milano, ha potuto solo allora tirare un sospiro di sollievo insieme alle sue due sorelle, di 20 e 17 anni. "Mamma è a Nizza per le vacanze e la sera del 14 luglio era sulla promenade per vedere lo spettacolo dei fuochi d'artificio con un paio di amici del posto - racconta ora che lo spavento è appena passato -. Alla fine dello spettacolo sono rimasti lì ancora per un po', poi hanno deciso di risalire verso la vecchia Nizza per andare a casa. Mentre stavano passeggiando sono stati letteralmente travolti dalla fiumana di gente che correva disperata scappando dalla spiaggia e che si rifugiava dentro i negozi ancora aperti o dentro i ristoranti. Non capivano cosa stesse succedendo". Uno degli amici della madre ha fatto una telefonata e ha sentito qualcosa riguardo a un camion che aveva investito le persone in promenade, che c'erano stati degli spari ma al momento non sapevano nulla di più.

"Mamma è arrivata a casa ancora ignara di tutto e ha contattato papà, in Italia, raccontandogli cosa fosse successo. Papà in quel momento stava vedendo le notizie passare in tv, e ha subito contattato noi sorelle per dirci che mamma stava bene ed era a casa".

Allo spavento e alla paura nel sapere la mamma a Nizza si mescola inizialmente la confusione nel non riuscire a capire quanto fosse realmente accaduto. "Quando abbiamo visto le immagini siamo rimaste totalmente sconvolte - commenta Nicole - rabbia, sgomento e dolore. Ancora adesso mi viene il magone a rivederle: Nizza è la nostra seconda casa, abbiamo trascorso moltissimi momenti lì, conosciamo tantissime persone e colleghi, abbiamo cominciato a temere per loro e a contattare tutti quanti era possibile. Poi piano piano la gente ha cominciato a registrarsi "al sicuro" su Facebook. Con tutte le persone che sono morte o rimaste ferite a causa dell'attacco mi sembra quasi un miracolo che a nessuno dei miei amici o dei loro famigliari sia accaduto nulla, veramente".

Nicole racconta di come ieri pomeriggio la madre sia uscita di casa per recarsi nel luogo del disastro e capire esattamente a che altezza della promenade fosse avvenuta la strage: si è così resa conto di come la sera prima si trovasse a soli 200 metri di distanza. "Ci ha riferito che la città era deserta, muta, quasi tutti i negozi e i ristoranti erano chiusi e le uniche persone in giro stavano andando nella stessa direzione, per poi tornare indietro verso casa, in silenzio. Da Casino Ruhl verso l'aeroporto era tutto sbarrato, ed è dove il camion ha interrotto la sua corsa omicida. Non c'è molto da dire: negli ultimi tempi ne abbiamo viste tante, ma quando colpiscono una città che ti sta a cuore e quando ci sono di mezzo parenti e amici diventa davvero difficile da mandare giù. Non è giusto e non si può vivere così".

Gli amici e i conoscenti, Nicole è finalmente riuscita ad accertarsene, stanno tutti bene. Non c'è paura nelle sue parole, ma grande fermezza quando aggiunge: "Ovviamente tornerò a Nizza a breve, starò con la mia famiglia. Passo lì le vacanze da quando sono nata, non sarà la follia di un pazzo a farmi lasciare quella che per me è una seconda casa".

 

g.q.

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