Situazione segnalata alle autorità

Asini abbandonati in un alpeggio, uno è già morto

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Articolo pubblicato il 18-10-2016 alle ore 09:20:00.
Asini abbandonati in un alpeggio, uno è già morto 4
Asini abbandonati in un alpeggio, uno è già morto 4

«Aiuto, lassù ci sono  delle bestie in fin di vita». Lara Varnero, 43 anni di Biella, stava tornando da una passeggiata in montagna con un’amica. Ma lunedì pomeriggio, quella che doveva essere una tranquilla scampagnata, ha riservato una pessima sorpresa.
«Stavamo percorrendo la strada che collega Campiglia a Bielmonte - racconta la donna - all’altezza dell’Alpe Musin. Tutto d’un tratto, abbiamo notato un asinello, era accasciato sul ciglio della strada, presso un dirupo. Sembrava grattarsi la schiena, ma non appena ci siamo avvicinate, abbiamo subito capito che la situazione era molto grave». L’animale si presentava quasi completamente spelato, e non riusciva nemmeno più ad alzarsi in piedi. Al punto che le due donne hanno provato a sollevarlo di peso per riportarlo in piano. «Se lo avessimo lasciato dove si trovava - prosegue -, avrebbe rischiato di rotolare giù per la scarpata. Purtroppo abbiamo capito che aveva comunque i minuti contati. Era magrissimo, senza pelo, e non riusciva nemmeno a muoversi (in effetti più tardì è morto, ndr». Avanzando ancora di qualche passo, si è poi presentata una scena ancora più inquietante. Poco più in là, le due hanno avvistato una ventina di animali in pessime condizioni. Poi, subito dietro al gruppo di animali sofferenti, vi erano due baite. Tra i due edifici, si scorgeva quello che era diventato il “dormitorio” dei ruminanti. Completamente all’aperto.
Era situato tra i muri delle due costruzioni, dove probabilmente gli asini cercavano di scaldarsi durante la notte. Tutto intorno, le condizioni igieniche erano a dir poco critiche. «C’erano escrementi dappertutto - continua Lara Varnero - e quei poveri asini dovevano dormire lì in mezzo. Ci hanno fatto un misto tra impressione e tenerezza. L’alpeggio era chiuso coi lucchetti, anche le stalle. L’acqua scendeva nelle vasche appena a gocce, e l’erba era quasi del tutto assente. Bastava giudicare dalle loro condizioni. Erano sicuramente lì da settimane, con cibo e acqua scarsi».
Per giunta, le previsioni meteo non sembravano essere per nulla favorevoli. «Bisognava fare prestissimo. L’asino che abbiamo soccorso, potrebbe essere già morto in questo momento».
Le due donne sono così ridiscese immediatamente a valle, provando a chiamare i soccorsi, in primis la forestale. Successivamente hanno allertato l’amministrazione di Campiglia Cervo.
L’intera area, pur di proprietà del Comune di Campiglia, era stata affittata da tempo a una società agricola con sede in provincia di Brescia. Sul finire dell’estate, i bovini che venivano portati al pascolo sono stati trasferiti e le stalle sono state chiuse. Gli asini invece sono rimasti lì. «Abbiamo immediatamente allertato l’Asl - ha sottolineato il sindaco di Campiglia Cervo, Maurizio Piatti - e abbiamo subito rintracciato la società proprietaria del bestiame. Il titolare, si è scusato e ci ha garantito che entro domani verrà a prenderle per portarle in un luogo adeguato ed occuparsi delle cure necessarie».
La faccenda, al momento, parrebbe quindi risolta. Anche se resta una brutta vicenda: «Ci avevano detto - prosegue il sindaco - che inviavano ogni settimana qualcuno a verificare la situazione. Purtroppo, non avevano tenuto conto che il freddo e l’assenza di erba stava mettendo a dura prova la sopravvivenza degli animali».
Nella giornata di ieri i tecnici del Servizio veterinario dell’Asl e la Forestale sono stati sul posto per valutare la situazione. Dopo il controllo, hanno incaricato il primo cittadino di comunicare alla proprietà tutti gli interventi da effettuare. In serata era previsto un secondo sopralluogo per verificare che avessero adempiuto.  La donna che ha scoperto l’accaduto rimane ad ogni modo perplessa: «Le condizioni in cui si trovavano quelle povere bestie parlavano da sole. Non era possibile che fossero in quello stato solamente da qualche giorno. Sembravano abbandonati così da molte settimane. Controllerò personalmente che qualcuno vada a soccorrerle».

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