Parla Davide Gori, presidente della delegazione biellese della Figc

«Aggressioni agli arbitri? Il problema è la mancanza di cultura sportiva»

Davide Gori, Figc: «A livello nazionale c’è un incremento di aggressività nei confronti degli arbitri. Vengono presi di mira a prescindere, sono oggetto di scherno anche quando non prende decisioni rilevanti».

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Articolo pubblicato il 02-01-2015 alle ore 00:00:00.
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Davide Gori

La Figc, Federazione Italiana Giuoco Calcio, è lo strumento di organizzazione e di controllo del calcio nel nostro Paese. Inoltre, alla Federcalcio, è affiliata l’Associazione Italiana Arbitri, nota anche come Aia, la quale designa gli arbitri e gli assistenti arbitrali per le gare organizzate dalla Federazione stessa.
Per questo motivo, le continue violenze nel campo e le ripetute aggressioni verbali e non, nei confronti dell’arbitro coinvolgono anche la stessa Figc.

«A livello nazionale c’è un incremento di aggressività nei confronti degli arbitri - dichiara Davide Gori, presidente della delegazione di Biella della Federazione Italiana Giuoco Calcio -. Tutto questo è, a mio parere, frutto di una carenza di cultura sportiva generale. L’arbitro viene preso di mira a prescindere, è oggetto di scherno anche quando non prende decisioni rilevanti».

I frequenti episodi di accanimento nei confronti dei direttori di gara, in modo particolare di quelli più giovani, ha fatto parecchio discutere anche la Federazione.
«Questa carenza di cultura generale è dovuta a un’eccessiva ignoranza e frustrazione dei tifosi - continua Gori -. Paradossalmente sono i genitori dei ragazzini a inveire, a volte senza nemmeno conoscere in modo adeguato le regole».

A Biella, per fortuna, non si sono verificati dei casi di grande violenza, come per esempio in Puglia, dove il padre di un giovane giocatore ha alzato le mani sull’arbitro, ma anche nella nostra provincia si sono verificati casi di prepotenza nei confronti dei direttori di gara, in modo particolare di quelli più giovani.
«Le discussioni nate in seguito alla partita che vedeva rivali le squadre del Ponderano e del Parlamento sono state molto enfatizzate, a mio avviso l’episodio non è stato molto grave. E’ stata fondamentalmente una vicenda marginale - prosegue il presidente -. A livello nazionale, invece, si sta verificando un incremento della violenza e della prepotenza. Il caso verificatosi in Puglia è stato molto grave, ma fatti simili si verificano continuamente nell’Italia meridionale. Io mi auspico che qui al nord, nel nostro biellese in particolare, non si verifichino mai episodi di questo genere, mi auguro che in Piemonte la situazione non arrivi a questi livelli tragici».

L’accanimento verso gli arbitri resta, nel biellese, molto basso rispetto alle statistiche nazionali. Non ci sono frequenti episodi di violenza, le occasioni sono sporadiche per il momento. Quasi mai sono i giocatori stessi a insultare e ad aggredire il direttore di gara.

«Alcuni genitori, anche nei nostri campi, sono convinti che il figlio sia un giovane campione e che quindi tutto gli sia dovuto - conclude Davide Gori -. L’arbitro, però, è una persona che si allena, che corre. E’ una figura funzionale e necessaria in campo. Tendenzialmente è uno studente che si diverte e che magari cerca di portarsi a casa qualche soldino».

Bisogna cercare di combattere la tifoseria violenta che deteriora l’intero sistema calcistico e provare a metterci, almeno qualche volta, nei panni di questi giovani arbitri.

Ely

Tags: davide gori, arbitri, calcio, aggressioni agli arbitri

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